ANNULLATO!! FREE IUVENTA DAL 13 AL 15 MARZO 2020

 !! EVENTO ANNULLATO !!
Abbiamo sperato fino all'ultimo in una evoluzione positiva della situazione, ma le notizie che arrivano ci portano a prendere la decisione, sofferta, di annullare l'evento del week end del 13-14-15 marzo. 
Gli eventi che organizziamo qui al rifugio sono si di autofinanziamento, ma anche di condivisione. Essendo in questi tempi quasi impossibile potersi muovere per una questione di sicurezza generale, preferiamo rinunciare ad un week end ora per rispetto di chi vive qui al rifugio, sia di chi vive fuori.
Speriamo che per l'evento del 4 aprile, la situazione sia tornata alla normalità (anche se capire quale sia la "normalità" in questo delirio di mondo è tutto un programma) e comunque vi terremo aggiornati.  
Un pensiero va a chi sta attraversando questo momento difficile in isolamento o in rivolta, bloccato alle frontiere o privato della propria libertà.
Speriamo che questo momento storico sia utile per analizzare criticità e privilegi, che da questa analisi possa scaturire solidarietà e vicinanza.
In ultimo vi ricordiamo che l'assenza di eventi ci porta inevitabilmente ad un'inflessione nella raccolta dei fondi necessari a mandare avanti la baracca e a sfamare le belve. 
Se in qualche modo, compatibilmente con la vostra situazione attuale, potete darci un aiuto, sarà veramente molto apprezzato visto che, purtroppo, decreti salva-allevamenti sono previsti, ma decreti salva-rifugi manco per sbaglio (e forse è anche meglio così...)
Ci raccomandiamo un'ultima cosa... non scadete nel razzismo, nel campanilismo o nell'odio gratuito a prescindere che siam tuttx sulla stessa barca (bucata).
 




FREE IUVENTA
Da venerdì 13 a domenica 15 marzo avremmo il piacere di dedicare i locali dell'officina (La Forgia di Thor) all'allestimento della mostra fotografica FREE IUVENTA.
La fotografa S. è attivista e membro dell’equipaggio di Jugend Rettet, prima che fotografa. Nella sua professione si occupa di fotografia documentaria nell’ambito dei diritti umani e dei crimini ambientali. Le sue foto della storia e della criminalizzazione della Iuventa sono state pubblicate, tra gli altri, su Der Spiegel.

[ descizione in italiano sotto! ]
From March 13th to 15th we are glady to setup the photo show FREE IUVENTA in the blacksmith's room (Thor's Forge)
The photographer S. is an activist and crew member of Jugend Rettet, She is a photographer and photojournalist dealing with human rights and environmental crimes. Her photographs of the story and criminalisation of Jugend Rettet have been published, among others, on Der Spiegel.
FREE IUVENTA The Mediterranean sea is the deadliest border to Europe. People and their stories, fights and hopes, love and suffering are constantly drowning in its waters, together with the values of solidarity and dignity of a country and of an entire Europe that is now closing its doors (and its ports). In the depth of open water everything disappears in silence. This is a short photographic journey taken onboard the Mv Iuventa, the ship of the german NGO Jugend Rettet, literally “youth on rescue”, founded by a group of young people that refused to turn away. The ship and its crew, together with a number of other NGOs, have been woking in the Mediterranean sea, to fill the gap of a complete lack of rescue operations within the search and rescue zone in international waters off the coasts of Libya, and has saved more than 14.000 human lives. The Iuventa has been seized in August 2017. A number of crew members are currently accused of aiding illegal immigration and human trafficking. Despite the accusations are not at present supported by evidence and have been even proven wrong, the ship remains seized and the volunteers still face prosecution. At the same time, since then and until now, and especially now, Italy has engaged in strong anti-migration policies and in an expensive repressive programme that aims at the protection of its borders at all costs, and that has been put in practice also through silencing witnesses from the Mediterranean, closing ports to migrants and rescuers, criminalising activists and spreading hatred and terror. Right now, Jugend Rettet is in the midst of a repressive machinery, the start of which dates back more than two years as rescue operations started being investigated. This lead to systematically discrediting and criminalizing individuals and NGOs rescuing human lives at sea, even though rescue at sea is a legal duty. The number of deaths in the Mediterranean is impossible to count. Lifeless bodies are continuously washed up on sea shores, picked up by fishing vessels and spotted from the air, as like as shipwrecked boats whose dead passengers will forever stay unknown. At present, the Libyan Coast Guard continues committing violence, as it’s been documented, and deaths continue when migrants are brought back to Libya, a place of uncontrolled abuse that can under no means be considered safe. After being gradually put out of action, the ships belonging to several NGOs are still stuck in port, while September has been recorded as the deadliest month in the Mediterranean so far this year. Current policies are now systematically intimidating individuals by criminal prosecution, together with an ad hoc media campaign, to also scare off all who dare to show solidarity with people fleeing and intervene directly in conflicts or putting their political responsibility into action. These photographs portray some little moments within the story of those who resist, who flee from inhumane contexts, the death at our borders’ doorstep and the hope of those that fight for their lives and a better society, open, supportive, inclusive. The legendary Iuventa represents all this, and it lives in those that don’t give up.

[descrizione in italiano]
FREE IUVENTA Il Mediterraneo è il confine più mortale dell’Europa. Nelle sue acque annegano costantemente individui e vissuti, lotte e speranze, amori e sofferenze, insieme alla solidarietà e alla dignità di un paese e di un’Europa che ora chiude le proprie porte (e i propri porti). Nelle profonde acque del mare aperto rimane solo il silenzio. Questo è un breve viaggio fotografico intrapreso a bordo della Iuventa, la nave dell’ONG tedesca Jugend Rettet, letteralmente “gioventù che salva”, fondata da giovani che hanno rifiutato di chiudere gli occhi e che per anni, insieme ad altre ONG, ha lavorato nel Mediterraneo per sopperire alla mancanza di soccorsi nella zona search and rescue nelle acque internazionali in prossimità della Libia. A bordo della Iuventa hanno trovato salvezza più di 14.000 persone. La Iuventa è stata fermata e sequestrata nell’agosto del 2017. Diversi membri dell’equipaggio sono attualmente accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina e traffico illegale di esseri umani. Le accuse non sono mai state provate, e nonostante siano state addirittura smentite, la nave rimane sotto sequestro e i volontari sotto processo. Contemporaneamente, l’Italia si è impegnata da allora fino ad oggi, e soprattutto oggi, in politiche fortemente anti migratorie e in un costoso programma repressivo che mira a proteggere i propri confini a qualsiasi costo, e che passa anche attraverso l’eliminazione di testimonianze dal Mediterraneo, la criminalizzazione degli attivisti e la diffusione di odio e paura. In questo momento, Jugend Rettet si trova al centro di un grande macchinario repressivo, iniziato più di due anni fa con indagini contro le operazioni di soccorso e che continua tutt’ora. Il tutto è sfociato nello screditamento e nella criminalizzazione degli individui e di tutte le organizzazioni che salvano vite umane in mare, nonostante il soccorso a chi è in pericolo in mare sia un obbligo legale. Il numero di morti nel Mediterraneo è impossibile da calcolare. Corpi senza vita vengono rinvenuti di continuo sulle spiagge, dai pescherecci, avvistati dagli aerei, così come resti di barche naufragate le cui vite perse saranno per sempre un mistero sconosciuto. Attualmente, la Guardia Costiera Libica continua a macchiarsi di violenze, come è stato documentato, e le morti continuano laddove i migranti vengono riportati in Libia, luogo di abuso incontrollato che non può in alcun caso essere considerato sicuro. Dopo essere state gradualmente messe fuori gioco, le navi di varie ONG si trovano bloccate in porto, mentre il mese di settembre ha registrato il numero più alto di morti nel Mediterraneo, e le politiche attuali puntano a intimidire e spaventare sistematicamente con arresti e indagini, accompagnate da una terribile campagna mediatica, chiunque osi essere solidale e intervenire direttamente nei conflitti o mettere in atto la propria responsabilità politica. Queste foto ritraggono alcuni piccoli momenti di chi resiste, di chi fugge da contesti disumani, la morte ai nostri confini, la speranza di chi lotta per una vita e una società migliore, aperta e solidale. Questo rappresenta la leggendaria Iuventa, e vive in chi non si arrende.

#FREEIUVENTA

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