domenica 2 novembre 2014

Riflessioni novembrine

Oggi è il 1 novembre.
Data importante per vari motivi.
Si festeggia l'inizio del nuovo anno celtico dopo il Samhain della notte scorsa, si festeggia l'anniversario della fondazione della Vegan Society e da questa data ufficialmente l'autunno entra nella sua parte più dura a ridosso dell'inverno.
Volevamo fare qualcosina per festeggiare queste belle cose (tipo una festina di Samhain vegan), però purtroppo siamo stati impegnati in ben altre faccende, tra l'altro anche abbastanza spiacevoli.
Ci rifaremo sabato prossimo 8 novembre con la presentazione del libro "Fermare Green Hill".
Ora siamo qui per narrarvi, a mente fresca e rabbia sbollita (circa...) quello che ci è successo domenica scorsa.
Domenica 26 ottobre era una bellissima giornata.
Abbiamo passato la mattinata a preparare la pappa per le belve, quindi a dargliela, stare un pò con loro, fare qualche lavoretto poi al pomeriggio ci siamo presi un paio d'ore di riposo pomeridiano.
Verso le 17, visto che non si sentivano più spari in lontananza e visto che era un tramonto stupendo abbiamo aperto le nostre maialozze dal loro recinto gigante nel quale stanno protette e le abbiamo fatte girellare felici in mezzo a rovi e alberi, sempre comunque all'interno della nostra area che vi ricordiamo essere di 26 ettari.
Siamo stati con loro e i caprini a saltellar di qua e di la trovando, tra l'altro, una decina di mazze di tamburo paurosamente belle, grosse e buone.
Si stava benissimo...il sole che illuminava queste creature possenti quanto delicate, selvagge quanto intelligenti, imponenti zampettare come fatine tra i cardi.
Ad un certo punto Coco, la scrofa rosa andava dietro all'ultimo capannone da sola.
Dopo 10 minuti nemmeno abbiamo iniziato a chiamarla visto che non ritornava indietro e non la vedevamo nemmeno uscire dall'altro lato.
Siamo andati a cercarla e lei era sempre dietro al capannone, ci è venuta incontro con un fianco e la zampa sinistra davanti completamente insanguinati e con una freccia rossa appuntata sulla sua spalla.
Panico.
Estremo e semplice e puro panico.
Prima di tutto abbiamo provato a farla venire davanti casa in modo da essere più al sicuro, poi abbiamo iniziato un'odissea di telefonate...tra l'Asl, tra la Provinciale (che ci ha dato in affido Pablo il cinghiale), il veterinario nostro e la Mila di Gavignano per capire che fare ma soprattutto perchè qualcuno venisse a vedere come stava la piccolina.
Piccolina che intanto approfittava della situazione per spazzolare tutte le ghiande attorno al lago.
Era mortificata povera stella...ci guardava come se dicesse "ok va bene mi sono allontanata un pochino, ma che ho fatto per meritare questo?"
Girava senza pace perchè voleva tornare al recinto da Frida e, mentre tentava di passare per andare all'allevamento, ha sbattuto contro il muro, è scappata di corsa e ha perso la freccia.
Sapevamo che i veterinari sarebbero arrivati a momenti, quindi bisognava tenere calma lei e ritrovare sta freccia maledetta, il tutto mentre era calata la notte.
La freccia ce l'ha fatta trovare lei, mettendosi accovacciata accanto...che creatura intelligente e umile.
Poi soddisfatta dal lauto pasto e per essersi levata quel coso di dosso, si è andata a nascondere nel bosco proprio all'arrivo dei veterinari per poi riapparire quando se ne sono andati per chiederci di farla tornare con la sua sorellona.
Il giorno dopo è tornato il veterinario per estrarle la punta che le era rimasta conficcata nella cotenna ma prima siamo andati a sporgere denuncia perchè: primo la balestra non è assolutamente un'arma consentita per la caccia, secondo NON SI SPARA AD UN MAIALE, terzo non si spara all'interno delle proprietà altrui.
Pensavamo le fosse rimasto dentro un pezzettino piccolo, una puntina irrisoria invece ci siamo trovati davanti ad una cuspide assassina, usata per spaccare le ossa e con 3 lame.
Non occorre specificare l'incazzatura apocalittica.
Del fatto sono stati informati la Polizia alla quale è stata fatta la denuncia, le Asl di Arezzo e Valdarno, la Polizia Provinciale e da ieri anche la Polizia Municipale e il Sindaco di Bucine al quale come privati cittadini del suo Comune, come Venus in Fur e come I-CARE abbiamo chiesto che venga inequivocabilmente revocato il permesso di cacciare nella zona delimitata dalla proprietà del Podere L'Isola che stiamo per acquistare e della quale abbiamo l'utilizzo.
Nei prossimi giorni stileremo un testo di richieste da portare al Sindaco che devono essere assolutamente accolte per consentire la tranquillità nostra e soprattutto dei nostri animali.
Accogliamo animali da privati, da enti e da associazioni.
Abbiamo il supporto ed addirittura ci potrebbero chiedere aiuto le istituzioni del territorio che ci hanno già contattato e che ci stanno aiutando con questa faccenda.
Non possiamo permetterci di dover stare tutti i giorni, soprattutto i festivi, col fiato sul collo e a fare le ronde perchè c'è qualche imbecille che ci punta un'arma addosso.
Anche stamattina c'era la battuta di caccia al cinghiale, ce li siamo sentiti entrare quasi fin sotto casa.
Basta, non ne possiamo più e abbiamo deciso di agire.
Forse questo pirla della domenica pensava che gli animali ci fossero scappati, forse pensava che una volta ferita Coco scappasse nel bosco dove poteva tranquillamente farne ciò che voleva, l'unica cosa che non ha pensato è che è una creatura cresciuta avvolta dall'amore e abituata ad essere chiamata per nome.
Anche se con noi da poco, con noi ha già instaurato un rapporto di amicizia quindi, quando si è sentita chiamare per nome, ferita e stupita, ha seguito il suono della nostra voce ed è tornata da noi per farsi curare.
Ora sta bene, la ferita si sta rimarginando senza problemi, l'appetito le è tornato alla grande e dopo quello che è successo, oltre all'amicizia si è consolidata anche la fiducia.
Le abbiamo promesso che faremo tutto quello che è in nostro potere per trovare il responsabile e per far si che cose del genere non accadano MAI PIU'!
I nostri animali devono stare liberi e al sicuro, ad ogni costo e ci arriveremo con ogni mezzo.
Grazie a chi ci ha aiutati in questi giorni e chiedo, a chi di voi leggerà, di condividere questa storia e se conoscete qualche giornalista fateci contattare.
Vogliamo sputtanare il bracconaggio, soprattutto quello travestito da caccia regolare.
Vogliamo far conoscere la sua storia perchè possa servire a sensibilizzare la gente sulla pericolosità di una cosa così becera chiamata addirittura "sport".
Dai vostri Agripunkini in stato d'ansia perenne, sperando di vedervi numerosi sabato prossimo.







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