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Manifesto 2.1

Associazione, rifugio e spazio sociale antispecista antifascista creato dalla riconversione di un ax allevamento intensivo.

Siamo un gruppo nato con lo scopo di far chiudere un allevamento intensivo di tacchini.

Dopo esserci riusciti, ci siamo mobilitati per impedirne la riapertura.

Per trasformare il tutto in rifugio autogestito per animali, umani e non, ed in uno spazio sociale dove organizzare eventi di autofinanziamento (pranzi, cene, concerti) ma anche per creare momenti di condivisione e confronto con movimenti, collettivi, attivistx in maniera intersezionale.

Agripunk è un rifugio ed uno spazio sociale per animali di qualunque specie nato quindi dalla riconversione di ex allevamento intensivo.

Agripunk Onlus è un'associazione senza scopo di lucro per la tutela e la salvaguardia della natura e dell'ambiente.

Nostro scopo è dare soccorso ad animali al di là di qualsiasi definizione prestabilita e dar loro la possibilità di vivere come meglio scelgono di farlo; bonificare l'area del Podere dall'inquinamento perpretrato in tutti questi anni; tutelare i 26 ettari di bosco, corsi d'acqua e sorgenti; proteggere e dare rifugio ad animali selvatici creando un'area libera dalla caccia; restaurare gli stabili interni al Podere creando una "comunità" fissa o itinerante che che viva in maniera il più possibile sostenibile, cercando di aiutare persone in difficoltà; realizzando un'agricoltura sostenibile-biodinamica-sinergica-selvatica, recuperando sementi e piante antiche e tradizionali; creando laboratori di artigianato, artistici, di recupero e per creare autoproduzioni; creare eventi sociali, culturali e politici intersezionali.

Tutti insieme senza discriminazione alcuna.

Ognunx di loro ha una storia, una personalità, un'emotività ed un livello psicofisico dato dal passato che ha dovuto sopportare e affrontare.

Ognunx di loro è unx partigianx che ha lottato per la propria libertà e che è sopravvissutx ad una guerra.

La guerra contro la natura decretata dall'animale umanx che la vuole piegare e soggiogare al suo servizio.

Luoghi come il nostro sono zone di resistenza, pezzi di fronte strappati al nemico dove chi riesce a non diventare martire prende possesso della propria esistenza. 

Quell'esistenza che il sistema capitalista di smembramento dei corpi ed alienazione delle individualità tenta in tutti i modi di annientare.

Quell'esistenza fatta di desideri, relazioni, sentimenti, gioie e dolori.

Quell'esistenza che solo in queste zone liberate può essere possibile.

E la quale esistenza e resistenza dipendono dall'impegno di chi ogni giorno esiste e resiste per portarle avanti e di chi ogni giorno rimane al fianco di queste persone per alleggerire un po' il peso che questo comporta.

Nel 2015 firmavamo un contratto.

Non era un contratto di lavoro e nemmeno il contratto per avere una casa tutta per noi.

Era un contratto di affitto per prendere questo allevamento e strapparlo all'ennesimo allevatore.

Era un contratto stipulato con le anime delle migliaia di tacchine che qui hanno vissuto e che da qui sono partire per andare al mattatoio.

Era un contratto con questa valle e questi boschi perchè tornassero vitali.

Abbiamo lottato per far chiudere l'allevamento pre-esistente ed abbiamo lottato per trasformarlo in un rifugio speciale.

Abbiamo lottato per la liberazione di quasi ognunx degli attuali abitanti del rifugio. Abbiamo lottato a fianco della resistenza animale, abbiamo lottato per resistere allo sfratto e lottiamo perchè vogliamo acquistare questo posto.

In questi anni abbiamo fatto molta strada, ma ancora molta c'è da farne.

Insieme a voi.

Come potete aiutarci?

🐓 Con una donazione ricorrente mensile di solo un euro per partecipare all'affitto --> Teaming

🐑 Con donazioni ricorrenti mensili di importo maggiore a seconda di quale belva volete supportare ovvero con una specie di adozione a distanza --> Patreon

oppure con una donazione per le belve tramite Paypal

🐃 Con una donazione sulla raccolta fondi principale per aiutarci a pagare l'affitto --> Gofundme

🐐 Per acquistare il nostro merch di autofinanziamento --> Virtual Banchino su Doityourshop

🐷 IBAN per donazioni tramite bonifico IT11P0501802800000012165098 bic/swift CCRTIT2T84A intestato ad Agripunk onlus

🐗 IBAN per donazioni tramite bonifico per l'affitto e l'acquisto del posto dove sorge il rifugio IT32W0359901899050188529829 sempre intestato ad Agripunk onlus

🐮 Per donarci il 5x1000 scrivere Agripunk onlus codice fiscale C.F. 90032580517 nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi

🐈 Con una donazione tramite i pulsanti che trovate sulle pagine Facebook ed Instagram o organizzando una raccolta fondi sui social

Grazie ❤️

Per qualsiasi info e/o chiarimento non esitate a scriverci.

Agripunk Onlus

Associazione iscritta al Registro Regionale delle Onlus iscrizione n°15711 del 17.04.2015 c.f. 90032580517 settore di attività 08-tutela natura ed ambiente

Località L'Isola 61/a Ambra

Bucine (Ar)

agripunkonlus@gmail.com

tel. 055996946

www.agripunk.it




Nuovo statuto! Fase transitoria da onlus ad ETS

Con la riforma del terzo settore, e l'istituzione del nuovo Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, tutte le associazioni sono state chiamate ad adeguare lo statuto alle nuove direttive.

Anche noi quindi abbiamo adeguato il nostro statuto e lo abbiamo sottoposto a revisione all'Agenzia delle Entrate, che ci ha notificato la conferma dello stato di Onlus e l'utilizzo di tale nomenclatura sino al momento in cui verrà definita, anche per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, la registrazione come ETS ossia ente del terzo settore.

Vi ricordiamo infatti che siamo una associazione onlus ordinaria (ossia dalla sua costituzione) iscritta al Registro Regionale delle Onlus, iscrizione n°15711 del 17.04.2015 nel settore di attività 08-tutela natura ed ambiente con codice fiscale 90032580517.

Per le associazioni come la nostra, l'iscrizione al RUNTS avverrà in un secondo momento rispetto ad APS (associazioni di promozione sociale) e ODV (organizzazioni di volontariato) ossia avverrà quando l'Agenzia delle Entrate farà comunicazione a noi e al Ministero del lavoro, più un anno da quando sarà emessa la comunicazione e saranno svolte tutte le pratiche.

Insomma tutto questo per dirvi che abbiamo un nuovo statuto (ma continuiamo ad essere onlus) e che, risparmiandovi la parte dei tecnicismi legislativi, vogliamo condividerlo con voi! 





















Emergenza nell'emergenza - Come aiutarci a resistere anche stavolta

E' da molto che non scriviamo qualcosa qui nel blog... ebbene eccoci qui.

Il periodo è davvero critico... o meglio, quest'anno è davvero critico.

Di solito si aspetta la fine dell'anno per tirare le somme ed eventuali considerazioni... beh possiamo tranquillamente farlo in anticipo visto l'andazzo.

A parte 3 eventi al rifugio andati bene quest'estate e qualche raccolta fondi andata bene anch'essa, il resto del panorama è davvero desolante e ne stiamo pagando le conseguenze.

A fine gennaio uscivamo a testa alta dalla causa per sfratto e iniziavamo a fare ed organizzare eventi a tutto spiano per rimanere a galla, il tutto ovviamente annientato dall'emergenza legata alla pandemia.

Quindi, nonostante i numerosi aiuti arrivati, siamo in arretrato di 5 mesi sul pagamento degli affitti e siamo in debito con l'azienda agricola che ci porta la pappa per le maialozze.

Aggiungeteci bollette, assicurazioni e spese varie di gestione.

Anche se il mondo fuori di qui si trova a metà tra il sospeso e il disagio, qui le cose devono andare avanti come sempre perchè per le belve liberate il mondo di fuori non esiste.

Ma loro r-esistono e non è giusto che paghino le conseguenze di un mondo malato anche a causa dello stesso sfruttamento dalle quali sono riuscite a sfuggire.

Quello che vi chiediamo è di non dimenticarvi di loro.

Quello che vi chiediamo è di non dimenticarvi che grazie a loro un allevamento rimane chiuso ormai da anni.

Chiediamo di non dimenticarvi che questa è la loro casa e un'altra casa, un altro posto nel mondo per loro non esiste.

Chiediamo di non dimenticarvi che anche se sono libere, ogni giorno vanno seguite e mantenute e curate.

Non dimenticatelo, per favore.


Se vorrete aiutarci a resistere anche stavolta, qui trovate tutti i modi per farlo.

🐓 Con una donazione mensile di solo un euro -->                                      https://www.teaming.net/agripunk-rifugiosocialeantispecista

🐑 Con donazioni mensili di importo maggiore e a seconda di quale banda di beve volete supportare --> https://www.patreon.com/Agripunk

🐃 Con una donazione per aiutarci a pagare l'affitto -->          https://www.gofundme.com/f/supportagripunk

oppure --> https://www.paypal.com/paypalme/agripunkonlus

🐐 Per acquistare il nostro merch di autofinanziamento -->                    https://www.doityourshop.com/it/-/agripunk-virtual-banchino

🐷 Iban per donazioni tramite bonifico IT11P0501802800000012165098 bic/swift CCRTIT2T84A intestato ad Agripunk onlus

🐗 Iban per donazioni tramite bonifico per l'affitto e acquisto del posto dove sorge il rifugio IT32W0359901899050188529829 sempre intestato ad Agripunk onlus

🐮 Per donarci il 5x1000 scrivere Agripunk onlus codice fiscale C.F. 90032580517 nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi

🐈 Con una donazione tramite i pulsanti che trovate sulle pagine Facebook ed Instagram o organizzando una raccolta fondi sui social

NOVITA': potrete ordinare una copia digitale del calendario 2021 o una o più copie digitali delle grafiche dedicate a Matilde, Capri e Marielle in cambio di una donazione.

Per averle, scriveteci una mail ad agripunkonlus@gmail.com

Grazie ❤️









Supporta Agripunk, ADOTTALI TUTTI!

Abbiamo lanciato la campagna ADOTTA UN ETTARO LIBERATO per cercare nuovo sostegno economico, costante.

In questo anno molti animali si sono salvati, molti sono stati liberati in natura, molti si sono recuperati da condizioni difficili, purtroppo molti ci hanno lasciati dopo aver vissuto una vita serena in nostra compagnia, ma molti di più attendono di poter venire qui a vivere sereni...

ACAB 4 anni dopo

Stella e Marielle Milka Franco
Sono passati 4 anni da quando, dopo averci riflettuto nemmeno così tanto, accettammo di accogliere le mucche di Suzzara.
Dovevano essere 8.
2 morirono prima di poter lasciare la stalla.
Venne data l'occasione d'oro a due vitelline che però scomparvero nel nulla all'ultimo.
L'occasione d'oro passò a due vitellini.
Dovevano venire tutte qua all'inizio.
Riuscimmo a farli segnare tutti NON DPA ossia non destinati alla produzione di alimenti ossia non macellabili, non abbattibili, liberabili.
Poi un pò per alleggerirci "il carico" di lavoro, un pò perchè all'improvviso tutti le volevano, ne fecero arrivare 3.
C'eravamo raccomandati che ci mandassero almeno le due che stavano in stalla insieme, non separiamole per favore.
E lei, quella in foto con quella catena grossa, con quel collo sottile... lei che ci fissa e già ci parla senza ancora averci conosciuti.
Arrivarono loro 3.
4 anni son passati...

Agripunk non si sfratta!

Il 20 settembre 2019 c'è stata al Tribunale di Arezzo l'udienza per la convalida o meno della richiesta di sfratto ad Agripunk. Abbiamo accompagnato il nostro avvocato Nicholas Tomeo insieme ad un paio di amici e sostenitori. Abbiamo poi atteso fino al 26 settembre per conoscere la sentenza.
Ma ne è valsa la pena!
Adesso (maggio 2020) il procedimento è stato estinto, se vuoi sapere la storia, com'è andata prosegui nella lettura del post...

4 anni dopo

Spesso, soprattutto durante questo periodo di grave difficoltà, ci viene chiesto perchè non troviamo un altro posto.
Più bello, più grande, più piccolo, più economico, più qualcosa, meno qualcos altro.
Vero ci sono tanti lavori da fare, ci sono troppi spazi, è ingestibile solo in due persone, 2000 euro di affitto a riscatto sono tanti, c'è l'acqua del pozzo e ti devi regolare nel consumo con le precipitazioni, c'è il minimo voltaggio perchè vogliamo consumare il meno possibile, ci sono quei capannoni così grigi...

L'appello di Dez

Vi sto chiedendo con il cuore in mano di partecipare cliccando e donando qualcosa su https://www.gofundme.com/supportAgripunk

E’ ancora attiva la nostra campagna di raccolta fondi #supportAgripunk su Gofundme!

Con i soldi fin’ora raccolti siamo riusciti a:
- saldare 6 mesi di affitto a riscatto arretrato riuscendo a rimandare la minaccia di sfratto (mancano altri 4 mesi da dare entro novembre più l’affitto da novembre in poi);
- pagare conti sospesi con i rivenditori di frutta e verdura per gli animali (il recupero al mercato da solo non basta e nuovi conti si accumulano);
- passare indenni la siccità di questa estate che ha causato e sta causando l’abbassamento del livello di falda acquistando 4 cisterne da 15.000 metri cubi d’acqua e ripristinando nel frattempo il 3° pozzo acquistando una nuova pompa che porta acqua alla cisterna;
- fare nuove magliette, felpe e gadget vari per i banchini di raccolta fondi che saranno presto pronte;
- non far mancare nulla agli animali che abitano con noi;
- accogliere volontari da ogni parte del mondo!

Vi chiedo quindi di continuare a supportarci, anche con una piccola donazione, perchè se non riusciamo ad inviare altri soldini, la minaccia di sfratto tornerà ad soffiarci sul collo!

Anche la sola condivisione fa molto e ricordo che l’aiuto nelle gestione dei social, le condivisioni, la creazione di gruppi di supporto, l’aiuto fisico anche solo per una settimana possono aiutarci tantissimo essendo rimasti ora in 2 belve umane ad abitare qui stabilmente.

Vi ringrazio sin d’ora per qualsiasi tipo di aiuto vogliate darci.

Vi lasciamo con la nota scritta con il cuore in mano a giugno:

"Sono nata in un paesino di campagna in provincia di Venezia e ho studiato scultura all’istituto d’arte a Padova.
Fino all’inizio del 2013 facevo la restauratrice di affreschi, sculture di marmo e legno, stucchi e intonaci.
Un bel lavoro, mi piaceva davvero molto anche se non era proprio così leggero (si, anche un* vegan* può fare il muratore o quasi) e m'ha distrutto una spalla.

Fin da piccina ho conosciuto gli animali vivi e liberi nel loro ambiente, chiusi e sfruttati nei piccoli e medi allevamenti della zona, morti e appesi dopo essere stati cacciati.
Ho visto maiali sgozzati e fatti diventare salami, lepri scuoiate appese a sgocciolare dai fili per il bucato, mucche munte mentre vitelli bevevano latte ricostruito da un secchio, pesci appesi all’amo per essere lasciati a morire al sole
…ed era tutto normale.

Un giorno ha iniziato a darmi fastidio tutto questo e all’improvviso, nel 1995, tutto questo non fu più normale.
Decisi di colpo di smettere di mangiare carne e pesce, perché in mezz’ora di filmato vidi condensate tutte le violenze compiute nel nome del dominio, della mercificazione e dello sfruttamento.

Portai avanti la mia personale battaglia fino al natale del 2009 quando capii che ero incompleta, che stavo ancora sempre e comunque condannando qualcuno.
Smisi di mangiare anche latte, uova e derivati vari, di usare prodotti testati, di finanziare le multinazionali, di usare la pelle per vestirmi.
Iniziai ad usare i social (prima non avevo nemmeno il computer praticamente) e iniziai a conoscere persone che abitavano vicino a me e che erano vegetariane prima e vegani poi.
Mettemmo su un piccolo gruppetto locale e andavamo a fare volontariato in canile e banchini informativi.
Poi con un altro gruppo locale partecipai a tante iniziative e ho partecipato anche a campagne e cortei di altre associazioni, sindacati e coordinamenti dove ho conosciuto la maggior parte di voi.

Nel frattempo conobbi il mio compagno, David, che era stato vegetariano (ma deluso dalla mancanza di concetti antifascisti nell’animalismo) e che abitava accanto ad un allevamento di tacchini in un podere in Toscana che da tempo sognava di poter prendere e trasformare in qualcosa di diverso.
Iniziammo a discutere di antispecismo e smise di nuovo di mangiare animali e di contribuire al loro sfruttamento.

Nel 2013 sono stata messa in mobilità e poi licenziata così mi sono trasferita da lui ad Ambra, ed insieme abbiamo lavorato per oltre un anno per far chiudere l’allevamento, cosa accaduta a fine maggio del 2014.
Abbiamo cercato sostegno per non farlo riaprire e abbiamo creato qualcosa che fosse al suo esatto opposto: da luogo di prigionia a luogo di liberazione usando tutte le nostre forze e i nostri soldi.

Abbiamo faticato tantissimo ma alla fine abbiamo trovato il supporto per iniziare.

Ad aprile del 2015 abbiamo fondato la Agripunk onlus, la nostra associazione per la tutela di animali e ambiente, con lo statuto incentrato sulla conversione e rinascita di questo podere composto da 3 appartamenti, 2 case, vari fondi, i 7 capannoni dell’ex allevamento, 5 ettari coltivabili inclusi vigneti per fare il vino ed ulivi per fare l’olio, oltre ad altri 20 ettari di prati, boschi, sorgenti, torrenti e un lago dove poter lasciar pascolare liberi gli animali liberati e dove dare riparo dalla caccia a quelli selvatici.
Per un totale di 26 ettari ossia 260.000 metri quadri.
Il tutto dedicato a quegli animali e umani che riescono a liberarsi o essere liberati dallo sfruttamento e dall’uccisione.
Il tutto senza mai sfruttare o usare nessuno di loro, mai.
A novembre 2015 abbiamo stipulato un affitto a riscatto con i proprietari del podere, non con l'allevatore.

Agripunk così è diventato un rifugio per animali di ogni specie: polli e papere, maiali e conigli, pecore e capre, mucche e asinelli.
Attualmente vivono qui oltre un centinaio di animali e molti altri ancora potrebbero arrivare.
Ma non solo. E' anche un laboratorio di autoproduzioni e creatività.

Abbiamo tantissimi progetti in cantiere: sala prove per le band, recupero tecnologia usata, recupero mobili, sciroppi e preparati con le erbe spontanee, organizziamo eventi informativi sulle lotte contro il dominio e contro ogni forma di sfruttamento animale, umano e non umano, facciamo recupero e riproduzione di semi e piante, vogliamo creare laboratori di artigianato e artistici insomma vogliamo creare tutta una serie di cose che ci permettano tra qualche anno di essere autosufficienti fino ad arrivare ad aiutare anche altre realtà e persone bisognose.
Siamo tutti volontari, non mettiamo mai un prezzo per fare un profitto, chiediamo un offerta libera per supportare il posto.

Da un pò di mesi parte di quel supporto iniziale è venuto meno nonostante la nostra continua disponibilità e siamo in difficoltà.
Tutto quello che è stato fatto fino ad ora non ha avuto il sostegno che meritava.
In pochi hanno compreso che le spese che affrontiamo per l’affitto le affronteremo comunque se gli animali fossero 10, 100 o 1000.
Dico 1000 perché questo è il potenziale di questo posto, tra grandi e piccoli animali, e se ognuno di coloro che ha a cuore la questione animale, l’antispecismo o anche solo se ognuno di coloro che hanno contribuito a salvare gli animali che già abitano qui ci supportasse con una quota minima mensile, ce la faremo in un attimo.
La nostra pagina è seguita da più di 6000 persone.

Un euro a testa sarebbero 6000 euro al mese ossia 2 mesi interi di affitto più altri fondi per pagare il cibo per gli animali, i materiali per i lavori, le attrezzature per iniziare tutte le attività che abbiamo in progetto (ad esempio una cucina a norma asl, impianto per serigrafia, un forno per il pane, altri pozzi per l’acqua, attrezzi per coltivare, materiale per recintare l’intero perimetro, ciò che serve per rifare i capannoni e trasformarli per bene in stalle, fienili, serre)

Il potenziale abitativo è per almeno 10 persone con le quali suddividersi i vari compiti.
E nel giro di un paio di anni si arriverebbe all’autosufficienza, con la possibilità di dare un tetto anche a chi ne ha realmente bisogno ma non ha nulla da dare, se non la propria buona volontà.
Ora siamo solo in 4 a gestire tutto… ce la facciamo però iniziando alle 5 del mattino e andando a dormire all’una di notte.

Se avessimo qualcuno che ci aiuta anche fisicamente costantemente sarebbe tutto più semplice sia la gestione quotidiana sia la realizzazione di tutti questi progetti.

Io sono la presidente di questa associazione ma poco importa.
Quello che davvero importa è questo.

Ho visto con i miei occhi cos’è un allevamento a terra.
Ho guardato piangendo gli occhi lucidi dei tacchini che erano qui rinchiusi.
Ho visto come arrivano gli animali dagli allevamenti e ho fatto tutto ciò che è in nostro potere per ridare loro la dignità che in quei luoghi perdono.


Insieme a David abbiamo lottato per far finire tutto questo e far iniziare qualcosa di unico.
Abbiamo lottato con asl e istituzioni per cambiare le loro regole e non risultare “allevamento”.
Abbiamo lottato per le mucche di Suzzara, per far segnare loro come animali non più sfruttabili e di conseguenza anche tutti coloro che entrano nel nostro rifugio.
Abbiamo lottato per salvare Scilla.
Abbiamo lottato anche per tanti altri, a volte riuscendoci e a volte no perchè e che cazzo siamo umani.


E vogliamo essere qui, ancora e sempre, per continuare a lottare ancora perché tante altre lotte sono in corso.
Per altri che possono farcela ad essere liberati.
E vogliamo esserci anche per dare disponibilità ad altri che vogliono lottare e che riescono a liberare.
Siamo qui per questo e alcuni di voi lo sanno.
Agli altri che non lo sanno voglio dire che se falliamo noi, fallite tutti.
La nostra è una piccolissima vittoria ma che vuol dire molto.


Fallire significherebbe darla vinta ad Amadori, darla vinta all’industria della carne.
Perché alla fin fine lo sapete vero che se noi andiamo via da qui riapriranno un altro allevamento?
Magari rispettoso del “benessere animale” con i polletti che razzolano, ma che dopo 6 mesi finiscono comunque al macello.
E non servirà a nulla allora andare davanti a quel macello a dire che non è giusto tutto questo.
Ci esaltiamo tanto perché siamo sempre di più… ma dove siamo?
Cosa stiamo facendo?
Abbiamo l’opportunità di dare una risposta concreta al sistema e ce la lasciamo sfuggire in questo modo?
Non so voi, ma io non di certo.
Noi non di certo.
Faremo come sempre di tutto per rimanere qui a continuare il nostro presidio davvero permanente, reale e concreto.

Volete avere l’opportunità di poter dire che nel vostro paese esiste il rifugio per animali da reddito e per persone più grande, forse, d’Europa?
E allora aiutateci!

Siate al nostro fianco!
Perché sennò sarete costretti a dire, in futuro, che avevate l’opportunità di avere tutto questo e di esservelo lasciato sfuggire perché eravate troppo impegnati a inseguire un sondaggio, un burger vegano oppure perché vi stiamo antipatici.

Ma questa non è una questione personale... è una lotta, è una battaglia.

Ed è questo che serve ora!




E’ la lotta contro la mercificazione.

E’ la lotta contro lo sfruttamento.

E’ la lotta contro il sistema.

Dalla base, dall’allevamento.

Un posto “loro” che diventa nostro e non per grazia ricevuta.

Frutto sempre e solo della lotta.

Continua ed inesorabile.

Ora, vi unite a noi in questa lotta o rimanete a guardare l’ennesimo fallimento dell’antispecismo?"

Aiutateci, partecipate alla raccolta fondi.

Fatelo per Coco, Tormenta, Tempesta, Bufera, Pablo, Lucy, le 3 maialine e i loro 5 cuccioli, per le capre di Anna, Anselmo, Capri, Mona, Wilma, Spawn, Kessler e Setter, per Ilario, Mela, Nuby, Tina, Naomi, Bruto, Gianduia, Spumina, Meringa, Faustina, Sole, per Antonio e Zefiro, per l'allegra banda dei polli, per Maria, Raia, Mistica, Ginevra, Isotta, Morgana, Diablo, Zena, Bisbe, per Polzi, Io, Verdena, Stella e Scilla, per Matilde, per il Tenente e tutte le creature volanti, striscianti, saltellanti che qui vivono e per tutte quelle che devono arrivare e che senza di noi non potranno vivere.

https://www.gofundme.com/supportAgripunk

ASSOCIAZIONE AGRIPUNK onlus: chi siamo, cosa facciamo, dove vogliamo arrivare


Ricordo di quando abbiamo fatto l'associazione... 30 Aprile 2015

ASSOCIAZIONE AGRIPUNK ONLUS,
tornare a vivere con semplicità semplicemente per tornare a vivere.
Questa associazione e questo blog nascono da un'esigenza, l'esigenza di rallentare.
All'occorrenza anche fermarsi per riprendere in mano la situazione.
Siamo immersi nella società dello sfruttamento, dove si fa tutto di corsa, si va tutti in una direzione per seguire la massa e perché te lo impongono con la forza.
Vige la convinzione popolare che chi riesce ad essere furbo o a fare il potente su qualcun altro, è un esempio da seguire.
La natura e tutte le forme di vita e gli ecosistemi sono considerati solamente degli schiavi dell'essere umano e delle sue tecnologie, beni materiali esistenti solo e unicamente per essere depredati dall'umanità senza alcuna forma di ritegno.
In un mondo fatto di gabbie e di cemento sentiamo l'esigenza di rallentare, fermarci e pensare che tutto questo non ci rappresenta, non ci soddisfa e non è sostenibile.
In un certo senso "aiutati" dalla crisi economica ovvero rimasti senza un lavoro convenzionale abbiamo così deciso di mettere in atto la tanto decantata decrescita però a modo nostro.. perché a noi le gabbie stanno strette.
Pensiamo che ogni essere abbia un diritto sacrosanto, primo in assoluto : la libertà… senza questa, non vi sono diritti e non possiamo accettare dei doveri.
Ogni singolo individuo indifferentemente dall'età, dal sesso, dalla religione, dall'etnia e dalla specie ha il diritto assoluto di vivere, essere ed esprimersi e poi infine morire nel rispetto della propria natura di essere libero e senziente.
Purtroppo questo diritto è negato dal reale andamento delle nostre società antropocentriche. 
Tutte le forme di sviluppo delle civiltà moderna sono basate sullo sfruttamento spietato delle risorse e degli esseri viventi.
Decrescere per noi significa tendere allo stile di raccoglitore dei nostri avi remoti, ricordando sempre la politica antifascista transumata in antispecismo grazie alla resistenza di tutti gli animali.
L'amore per la terra e per gli animali con vero rispetto degli esseri, radici abbandonate per la rincorsa del posto di successo, l'auto nuova e tutta una serie di orpelli tecnologici dei quali la propaganda capitalista ci aveva convinto di avere bisogno.
Tornare a vivere con semplicità, semplicemente per tornare a vivere.
Le nostra attività sono basate sulla ristrutturazione di un casale toscano da adibire ad alloggi per coloro che volessero venire come volontari o decidere proprio di venire a vivere qui con noi, sulla coltivazione di orti che possano dare sussistenza, sulla creazione del rifugio per gli animali di qualsiasi specie che qui troveranno le cure e l'occasione per tornare a vivere davvero.
Qui chi viene ad alloggiare vorrà aiutare a lavorare, contemporaneamente imparerà a cogliere i frutti da cucinare insieme nella cucina comune.
Organizzeremo corsi su temi a noi cari come l'antispecismo e la lotta ad ogni forma di dominio e prevaricazione, la cucina cruelty-free semplice ed accessibile a tutti, la coltivazione e il mondo contadino.
Verranno organizzati anche eventi artistici : musica, disegno, scultura e quello che verrà.
Vogliamo anche dare disponibilità di spazi e servizi ad altre associazioni affini, per la realizzazione di convegni ed eventi.
Abbiamo tantissimi progetti in mente...
Tutto questo alle porte del paradiso del Chianti a metà strada tra Arezzo e Siena.

I fondatori : Dez & David

AGRIPUNK, chi siamo.





Agripunk è un rifugio per animali di qualunque specie nato dalla riconversione di un ex-allevamento intensivo di tacchini da carne.

Agripunk Onlus è l'associazione senza scopo di lucro per la tutela e la salvaguardia della natura e dell'ambiente nata con questo obbiettivo.

Nostro scopo è dare soccorso ad animali al di là di qualsiasi definizione prestabilita e dar loro la possibilità di vivere come meglio scelgono di farlo, bonificare l'area del Podere dall'inquinamento perpetrato in tutti questi anni, tutelare il bosco, i corsi d'acqua e le sorgenti, proteggere e dare rifugio ad animali selvatici avendo creato un'area libera dalla caccia, restaurare gli stabili interni al Podere creando una "comunità" che vive in maniera il più possibile sostenibile, cercando di aiutare persone in difficoltà, realizzando un'agricoltura sostenibile-biodinamica-sinergica-selvatica, recuperando sementi e piante antiche e tradizionali e creando laboratori di artigianato.

Tutti insieme senza discriminazione alcuna.

Agripunk Onlus
Associazione iscritta al Registro Regionale delle Onlus
iscrizione n°15711 del 17.04.2015 settore di attività 08-tutela natura ed ambiente
c.f. 90032580517
Località L'Isola 61/a Ambra
Bucine (Ar)
agripunkonlus@gmail.com


tel. 055996946