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Comunicato importante: Ancora chiamatз a resistere.

Si sta allentando appena la tensione da sindemia, stiamo riprendendo aperture ed eventi e piano piano pure il volontariato, siamo in pari con l'affitto a riscatto fino a giugno compreso grazie a tuttз voi, stiamo aspettando nuovз abitanti e moltз altrз aspettano una nostra risposta.
Sembra uno di quei momenti in cui fai un piccolo sospiro ed inizi ad organizzarti per lavorare e/per liberare con positività, serenità e tanta voglia di fare e progettare.

Ed è proprio in questi momenti che ovviamente arriva qualcosa che ti destabilizza di nuovo, l'ennesima mazzata. 

Per essere brevi, ci è stata inviata una lettera del locatore a mezzo avvocato per dirci di riscattare tutto il podere entro il 17 novembre 2021.

Fin qui tutto ok, nel senso che era previsto che alla prima scadenza del contratto commerciale 6+6, che abbiamo stipulato a novembre 2015, potevamo proporre il riscatto se ce ne fosse stata la possibilità. Ma era anche previsto che, in caso di impossibilità di riscatto, il contratto si sarebbe rinnovato automaticamente per altri 6 anni ed al termine ci si sarebbe comunque potutз avvalere del diritto di prelazione, previsto per i contratti di questo tipo, scalando dal totale l'ammontare degli ulteriori affitti pagati nel frattempo.

Invece, ecco la doccia fredda improvvisa.

Se ciò non avverrà, cioè se non riscattiamo il podere e l'ex allevamento a novembre, non intendono procedere al rinnovo automatico del contratto e ci chiedono di lasciare tutto, immobili e terreni.

Mettiamo quindi ancora una volta la nostra vicenda nelle mani di un avvocato e procediamo a rispondere ed a resistere, ancora una volta.
Inutile dire che sarebbe meraviglioso riuscire davvero a riscattarlo entro novembre, sarebbe il sogno nostro e di tuttз. 

L'ex allevamento finalmente libero e definitivamente nelle mani di chi lo sta facendo risorgere da anni, le belve libere e liberate, a da tante altre che potrebbero vivere qui ed avere una seconda possibilità sarebbe una cosa meravigliosa e ancor più rivoluzionaria.

Tuttз insieme si acquisterebbe e diventerebbe un bene comunitario dedicato alle soggettività libere e liberate e alla liberazione in tutte le sue forme.
Ma se ciò non fosse possibile, vogliamo avere un'altra opportunità come previsto fin dall'inizio e come ci avevano assicurato a gennaio 2020 alla fine delle altre udienze per sfratto. 

Ora come allora nessun passo indietro, noi da qui non ce ne andiamo e per poterlo fare abbiamo solo 2 opzioni:

- Essere sempre regolari con l'affitto a riscatto per poterci difendere al meglio.

- Acquistare definitivamente il podere così da essere liberз una volta per tutte.

Di sicuro, l'opzione migliore è quella dell'acquisto ORA in modo da liberarci da questo contratto d'affitto, per poterci impegnare maggiormente in tutta una serie di lavori, progressi ed opportunità che coinvolgerebbero tantissime altre realtà e persone.

In entrambi i casi comunque il vostro aiuto, unito al nostro impegno, è ora più che mai vitale.
Se vorrete aiutarci a pagare l'affitto a riscatto ed a riscattare definitivamente il podere, potete farlo donando a questi IBAN:

IBAN per donazioni tramite bonifico IT11P0501802800000012165098 bic/swift CCRTIT2T84A intestato ad Agripunk onlus

IBAN per donazioni tramite bonifico per l'affitto e l'acquisto del posto dove sorge il rifugio IT32W0359901899050188529829 sempre intestato ad Agripunk onlus

oppure cliccando questo pulsante che vi porterà alla raccolta fondi su Gofundme.

 

Il vostro aiuto, stavolta, è ancora più indispensabile per consentire alla nostra realtà di continuare non solo ad esistere e resistere, ma a crescere e migliorarsi. 

Questo cambio di volontà loro ci sta causando enormi ansie e malesseri, senza contare che ci preclude la possibilità di dare accoglienza alle numerose belve che stanno aspettando ora una nostra risposta per essere liberate e portate in un luogo sicuro.

Siamo solo all'inizio di questa ennesima questione della quale vi terremo costantemente aggiornatз man mano che ci saranno sviluppi.

Nel frattempo, per favore, condividete le nostre azioni ed i nostri scopi insieme ai vari modi per aiutarci che trovate qui e gli eventi che trovate qui e, se potete, partecipate attivamente sia agli eventi, sia al supporto e anche ad eventuali azioni di supporto che vi comunicheremo a breve.

Se avete idee o suggerimenti o semplicemente volete conoscere i dettagli, non esitate a contattarci.

Nel frattempo vogliamo ringraziare con il cuore chi ci ha aiutato fin'ora, chi ci aiuta sempre e chi ci aiuterà.

A chi ci pensa e crede come noi in questo progetto rivoluzionario diventato realtà e che tale deve rimanere.

A chi come noi crede che questo posto vada difeso e riscattato perchè diventato un piccolo pezzo di mondo liberato che deve continuare ad esistere ed evolvere.

Davvero, grazie dal profondo.

Se ce la faremo sarà solo grazie a voi!

Per favore, condividi questo comunicato.

Rise Our Horns!


Manifesto 2.1

Associazione, rifugio e spazio sociale antispecista antifascista creato dalla riconversione di un ax allevamento intensivo.

Siamo un gruppo nato con lo scopo di far chiudere un allevamento intensivo di tacchini.

Dopo esserci riusciti, ci siamo mobilitati per impedirne la riapertura.

Per trasformare il tutto in rifugio autogestito per animali, umani e non, ed in uno spazio sociale dove organizzare eventi di autofinanziamento (pranzi, cene, concerti) ma anche per creare momenti di condivisione e confronto con movimenti, collettivi, attivistx in maniera intersezionale.

Agripunk è un rifugio ed uno spazio sociale per animali di qualunque specie nato quindi dalla riconversione di ex allevamento intensivo.

Agripunk Onlus è un'associazione senza scopo di lucro per la tutela e la salvaguardia della natura e dell'ambiente.

Nostro scopo è dare soccorso ad animali al di là di qualsiasi definizione prestabilita e dar loro la possibilità di vivere come meglio scelgono di farlo; bonificare l'area del Podere dall'inquinamento perpretrato in tutti questi anni; tutelare i 26 ettari di bosco, corsi d'acqua e sorgenti; proteggere e dare rifugio ad animali selvatici creando un'area libera dalla caccia; restaurare gli stabili interni al Podere creando una "comunità" fissa o itinerante che che viva in maniera il più possibile sostenibile, cercando di aiutare persone in difficoltà; realizzando un'agricoltura sostenibile-biodinamica-sinergica-selvatica, recuperando sementi e piante antiche e tradizionali; creando laboratori di artigianato, artistici, di recupero e per creare autoproduzioni; creare eventi sociali, culturali e politici intersezionali.

Tutti insieme senza discriminazione alcuna.

Ognunx di loro ha una storia, una personalità, un'emotività ed un livello psicofisico dato dal passato che ha dovuto sopportare e affrontare.

Ognunx di loro è unx partigianx che ha lottato per la propria libertà e che è sopravvissutx ad una guerra.

La guerra contro la natura decretata dall'animale umanx che la vuole piegare e soggiogare al suo servizio.

Luoghi come il nostro sono zone di resistenza, pezzi di fronte strappati al nemico dove chi riesce a non diventare martire prende possesso della propria esistenza. 

Quell'esistenza che il sistema capitalista di smembramento dei corpi ed alienazione delle individualità tenta in tutti i modi di annientare.

Quell'esistenza fatta di desideri, relazioni, sentimenti, gioie e dolori.

Quell'esistenza che solo in queste zone liberate può essere possibile.

E la quale esistenza e resistenza dipendono dall'impegno di chi ogni giorno esiste e resiste per portarle avanti e di chi ogni giorno rimane al fianco di queste persone per alleggerire un po' il peso che questo comporta.

Nel 2015 firmavamo un contratto.

Non era un contratto di lavoro e nemmeno il contratto per avere una casa tutta per noi.

Era un contratto di affitto per prendere questo allevamento e strapparlo all'ennesimo allevatore.

Era un contratto stipulato con le anime delle migliaia di tacchine che qui hanno vissuto e che da qui sono partire per andare al mattatoio.

Era un contratto con questa valle e questi boschi perchè tornassero vitali.

Abbiamo lottato per far chiudere l'allevamento pre-esistente ed abbiamo lottato per trasformarlo in un rifugio speciale.

Abbiamo lottato per la liberazione di quasi ognunx degli attuali abitanti del rifugio. Abbiamo lottato a fianco della resistenza animale, abbiamo lottato per resistere allo sfratto e lottiamo perchè vogliamo acquistare questo posto.

In questi anni abbiamo fatto molta strada, ma ancora molta c'è da farne.

Insieme a voi.

Come potete aiutarci?

🐓 Con una donazione ricorrente mensile di solo un euro per partecipare all'affitto --> Teaming

🐑 Con donazioni ricorrenti mensili di importo maggiore a seconda di quale belva volete supportare ovvero con una specie di adozione a distanza --> Patreon

oppure con una donazione per le belve tramite Paypal

🐃 Con una donazione sulla raccolta fondi principale per aiutarci a pagare l'affitto --> Gofundme

🐐 Per acquistare il nostro merch di autofinanziamento --> Virtual Banchino su Doityourshop

🐷 IBAN per donazioni tramite bonifico IT11P0501802800000012165098 bic/swift CCRTIT2T84A intestato ad Agripunk onlus

🐗 IBAN per donazioni tramite bonifico per l'affitto e l'acquisto del posto dove sorge il rifugio IT32W0359901899050188529829 sempre intestato ad Agripunk onlus

🐮 Per donarci il 5x1000 scrivere Agripunk onlus codice fiscale C.F. 90032580517 nell'apposito spazio della dichiarazione dei redditi

🐈 Con una donazione tramite i pulsanti che trovate sulle pagine Facebook ed Instagram o organizzando una raccolta fondi sui social

Grazie ❤️

Per qualsiasi info e/o chiarimento non esitate a scriverci.

Agripunk Onlus

Associazione iscritta al Registro Regionale delle Onlus iscrizione n°15711 del 17.04.2015 c.f. 90032580517 settore di attività 08-tutela natura ed ambiente

Località L'Isola 61/a Ambra

Bucine (Ar)

agripunkonlus@gmail.com

tel. 055996946

www.agripunk.it




MANIFESTO


***AGGIORNAMENTO!
Per sapere com'è andata poi, vi rimandiamo a questo post:

ADOTTA UN ETTARO LIBERATO

David abita ad Ambra da circa dieci anni.
Ci siamo conosciuti nel 2012 e ad inizio 2013 mi sono trasferita qui dopo essere stata licenziata per la chiusura della Sacaim di Venezia.
Dietro casa c'era e c'è tutt'ora ma è inattivo, un allevamento-lager di tacchini per Amadori, noto marchio che rifornisce gli scaffali di tanti supermercati e macellerie.
7 capannoni stipati all'inverosimile, circa 30000 creature ogni 6 mesi deportate al macello per finire negli scaffali dei supermercati costrette per 3 mesi a vivere senza luce del sole e senza aria, ma solo con illuminazione al neon 24 ore su 24 e impianto di condizionamento per mantenere la temperatura stabile che riversa nell'aria polveri sottili di legno misto a guano...