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Comunicato importante: Ancora chiamatз a resistere.

Si sta allentando appena la tensione da sindemia, stiamo riprendendo aperture ed eventi e piano piano pure il volontariato, siamo in pari con l'affitto a riscatto fino a giugno compreso grazie a tuttз voi, stiamo aspettando nuovз abitanti e moltз altrз aspettano una nostra risposta.
Sembra uno di quei momenti in cui fai un piccolo sospiro ed inizi ad organizzarti per lavorare e/per liberare con positività, serenità e tanta voglia di fare e progettare.

Ed è proprio in questi momenti che ovviamente arriva qualcosa che ti destabilizza di nuovo, l'ennesima mazzata. 

Per essere brevi, ci è stata inviata una lettera del locatore a mezzo avvocato per dirci di riscattare tutto il podere entro il 17 novembre 2021.

Fin qui tutto ok, nel senso che era previsto che alla prima scadenza del contratto commerciale 6+6, che abbiamo stipulato a novembre 2015, potevamo proporre il riscatto se ce ne fosse stata la possibilità. Ma era anche previsto che, in caso di impossibilità di riscatto, il contratto si sarebbe rinnovato automaticamente per altri 6 anni ed al termine ci si sarebbe comunque potutз avvalere del diritto di prelazione, previsto per i contratti di questo tipo, scalando dal totale l'ammontare degli ulteriori affitti pagati nel frattempo.

Invece, ecco la doccia fredda improvvisa.

Se ciò non avverrà, cioè se non riscattiamo il podere e l'ex allevamento a novembre, non intendono procedere al rinnovo automatico del contratto e ci chiedono di lasciare tutto, immobili e terreni.

Mettiamo quindi ancora una volta la nostra vicenda nelle mani di un avvocato e procediamo a rispondere ed a resistere, ancora una volta.
Inutile dire che sarebbe meraviglioso riuscire davvero a riscattarlo entro novembre, sarebbe il sogno nostro e di tuttз. 

L'ex allevamento finalmente libero e definitivamente nelle mani di chi lo sta facendo risorgere da anni, le belve libere e liberate, a da tante altre che potrebbero vivere qui ed avere una seconda possibilità sarebbe una cosa meravigliosa e ancor più rivoluzionaria.

Tuttз insieme si acquisterebbe e diventerebbe un bene comunitario dedicato alle soggettività libere e liberate e alla liberazione in tutte le sue forme.
Ma se ciò non fosse possibile, vogliamo avere un'altra opportunità come previsto fin dall'inizio e come ci avevano assicurato a gennaio 2020 alla fine delle altre udienze per sfratto. 

Ora come allora nessun passo indietro, noi da qui non ce ne andiamo e per poterlo fare abbiamo solo 2 opzioni:

- Essere sempre regolari con l'affitto a riscatto per poterci difendere al meglio.

- Acquistare definitivamente il podere così da essere liberз una volta per tutte.

Di sicuro, l'opzione migliore è quella dell'acquisto ORA in modo da liberarci da questo contratto d'affitto, per poterci impegnare maggiormente in tutta una serie di lavori, progressi ed opportunità che coinvolgerebbero tantissime altre realtà e persone.

In entrambi i casi comunque il vostro aiuto, unito al nostro impegno, è ora più che mai vitale.
Se vorrete aiutarci a pagare l'affitto a riscatto ed a riscattare definitivamente il podere, potete farlo donando a questi IBAN:

IBAN per donazioni tramite bonifico IT11P0501802800000012165098 bic/swift CCRTIT2T84A intestato ad Agripunk onlus

IBAN per donazioni tramite bonifico per l'affitto e l'acquisto del posto dove sorge il rifugio IT32W0359901899050188529829 sempre intestato ad Agripunk onlus

oppure cliccando questo pulsante che vi porterà alla raccolta fondi su Gofundme.

 

Il vostro aiuto, stavolta, è ancora più indispensabile per consentire alla nostra realtà di continuare non solo ad esistere e resistere, ma a crescere e migliorarsi. 

Questo cambio di volontà loro ci sta causando enormi ansie e malesseri, senza contare che ci preclude la possibilità di dare accoglienza alle numerose belve che stanno aspettando ora una nostra risposta per essere liberate e portate in un luogo sicuro.

Siamo solo all'inizio di questa ennesima questione della quale vi terremo costantemente aggiornatз man mano che ci saranno sviluppi.

Nel frattempo, per favore, condividete le nostre azioni ed i nostri scopi insieme ai vari modi per aiutarci che trovate qui e gli eventi che trovate qui e, se potete, partecipate attivamente sia agli eventi, sia al supporto e anche ad eventuali azioni di supporto che vi comunicheremo a breve.

Se avete idee o suggerimenti o semplicemente volete conoscere i dettagli, non esitate a contattarci.

Nel frattempo vogliamo ringraziare con il cuore chi ci ha aiutato fin'ora, chi ci aiuta sempre e chi ci aiuterà.

A chi ci pensa e crede come noi in questo progetto rivoluzionario diventato realtà e che tale deve rimanere.

A chi come noi crede che questo posto vada difeso e riscattato perchè diventato un piccolo pezzo di mondo liberato che deve continuare ad esistere ed evolvere.

Davvero, grazie dal profondo.

Se ce la faremo sarà solo grazie a voi!

Per favore, condividi questo comunicato.

Rise Our Horns!


Agripunk su Teaming e Patreon!

Come forse sapete, gli scopi della nostra associazione sono 3.

Il primo è tenere chiuso un allevamento intensivo dopo aver lottato per la sua chiusura;

Il secondo è dare la libertà ad animali usciti dal circuito di sfruttamento dedicando a loro l'area dell'ex allevamento e l'area di prati e boschi intorno allo stesso (che è di 26 ettari); 

Il terzo è fare informazione su cosa sia l'allevamento e lo sfruttamento animale e dell'ambiente attraverso incontri ed eventi durante i quali raccontiamo la storia del passato di questo posto e la storia passata di chi ora ci vive in pace.

Per fare tutto ciò possiamo contare sulle nostre forze fisiche e sul vostro sostegno.

Questa volta vi facciamo conoscere un pò meglio due piattaforme sulle quali è possibile iscriversi per sostenerci mensilmente.

La prima piattaforma è Teaming.


Con l'abbonamento di un solo euro al mese potrete far parte del gruppo che in maniera costante ed a cadenza mensile contribuisce al riscatto dell'ex allevamento (più siamo, prima si riscatta)
Per aderire ora, clicca questo pulsante!

La seconda piattaforma è Patreon.


Iscrivendovi potrete scegliere uno dei livelli e "adottare" a distanza i piccioni, le abitanti del pollaio, le MalGatte, l'allegra banda di ovicaprine, le maialozze grandi e piccine o la fantastica mandria.

Con il vostro contributo mensile acquisteremo cibo, cure se necessarie, faremo lavori migliorativi di stalle e recinti e tutto quello che serve per rendere la loro vita sempre più piacevole.

Avendo abbastanza contributi costanti per il mantenimento degli abitanti del rifugio, ci sarebbe molto più facile affrontare i momenti di difficoltà e sarebbe possibile dare più facilmente una nuova casa a chi cerca la libertà.

Per aderire ad un livello, cliccate il pulsante qui sotto!

Become a Patron!

Grazie sempre di cuore a chi ci supporta e grazie infinite a chi vorrà supportarci!












Smontare la gabbia

Finalmente possiamo annunciare l'uscita di questa fatica (nostra e di tant* contributor*)!
Da metà marzo nelle librerie "Smontare la gabbia. Anticapitalismo e movimento di liberazione animale" (mimesis), a cura di Niccolò Bertuzzi e Marco Reggio, con contributi di: Agripunk, Collettivo BioViolenza, Francesca De Matteis, feminoska, Francesca Gelli, Davide Majocchi, Maria Cristina Polzonetti, Collettivo Resistenza Animale, Nicola Righetti, e con la postfazione di Massimo Filippi.

Dalla quarta di copertina:
Il movimento di liberazione animale ha avuto in Italia particolare rilievo negli ultimi anni, a partire dalle campagne contro pellicce e vivisezione sviluppate nei primi anni 2000 da gruppi radicali di ispirazione anarchica ed ecologista. Il culmine di interesse pubblico si è avuto, più di recente, con le mobilitazioni contro l’allevamento Green Hill. Le prassi adottate da associazioni e gruppi animalisti hanno portato a un panorama difficile da “leggere”, in cui convivono dibattiti, strategie e pratiche inedite, spesso in conflitto fra loro. Questa raccolta di saggi si propone di fornire una panoramica su alcune nuove frontiere interpellando collettivi, gruppi, studios* e attivist* che partecipano alla ricerca teorica e alle iniziative di questa galassia estremamente eterogenea. Un testo volutamente situato e partigiano, ma attento a cogliere non solo il carattere specista delle società moderne (e dell’Italia contemporanea, in modo particolare) ma anche le criticità dello stesso movimento e delle sue numerose anime interne. L’approccio intersezionale che attraversa la raccolta di scritti si avvale delle esperienze di ricerca e attivismo che hanno saputo mettere in connessione, fra gli altri, Animal Studies, transfemminismo queer, istanze antirazziste e anticapitaliste, resistenza animale, sociologia dei movimenti per articolare un discorso antispecista schierato contro il qualunquismo di certo animalismo di destra o comunque “spoliticizzato”.

La bellissima copertina è il Quinto Stato di Cristina Beretta Barbieri.
Siamo veramente onorati ed emozionati per aver avuto l'occasione di portare anche un nostro contributo a questo libro che, a nostro parere, è davvero un gran bel libro e di poter collaborare con delle persone e attivist* così speciali!

Rassegna stampa: Bio-violenza, Liberazioni, ValdarnoPost

Per farvi iniziare per bene la nuova stagione, vi regaliamo alcuni scritti che ci riguardano usciti un po di tempo fa.
Buona ri-lettura!

Regalo di un fratello

L'isola che c'è
Chiudete gli occhi. Immaginate una valle, una piccola valle nascosta, circondata da boschi di roveri, silenziosa, dove anche il vento l'accarezza dolcemente e la lascia riposare. Una valletta celata da sguardi indiscreti, protetta, nascosta dal caos frenetico della città... Lontana dalle moltitudini che quotidianamente rincorrono uno status deciso da altri, schiave loro stesse di una condizione di non appartenenza. Adagiata ai piedi della minuscola valle una piana, una piana al primo sguardo dolce, verde, sicura. Lentamente però osservandola con più attenzione ci si accorge che essa è troppo grande per una carezza di colline appena accennate, una piana importante contenuta a fatica da una corona di terra e roccia, querce e roverelle. Inchiodati, sprofondati con la forza del cemento una linea di capannoni giganteschi la occupano per gran parte, ecco, svelato forse il mistero di tale ampiezza, la piana ha le dimensioni misurate da migliaia di metri quadri di pareti, feritoie di metallo gelido, pavimenti umidi e bui, tetti che sfidano il cielo a una guerra a cui nessuno voleva partecipare. Chiudete gli occhi. Toccate le pareti, appoggiate le mani e dopo un attimo verrete travolti.

Comincerete a sentire i rumori di fondo, a una prima superficiale lettura sembrano un infinito stormo di anatre selvatiche che riunite balzano per un ultimo saluto prima di emigrare verso lidi piu' caldi, sicuri. Animali liberi che dialogano allegri preparandosi a un lungo viaggio. Ma questa sensazione di pace svanisce velocemente. Più l'orecchio si tende, come un arco consumato da troppi schiocchi, e più si ha la sensazione che quei rumori di fondo non siano poi così rassicuranti. Ogni secondo trascorso con le mani sulle pareti amplifica il disagio innalzandolo a tali frequenze che i timpani cominciano a sanguinare, no, non è uno stormo che posa la sua dolce ombra sui campi sottostanti, non sono suoni che ti invitano a riposare ma sono grida, urla che non danno scampo. Decine, centinaia, migliaia di grida esplodono come un temporale minaccioso. Un terrificante, violento e innaturale temporale ti strappa il fiato lasciandoti senza voce, i polmoni sussultano, cercano ossigeno in una disperata corsa verso un cuore che ha già capito tutto. Ti fermi, rimani bloccato, le gambe non acconsentono più a seguirti, ti sono nemiche, vogliono solo voltarsi e scappare via. Fai uno sforzo immane per rimanere in equilibrio, ti appoggi alla parete ma ecco che vibra per l'onda d'urto di un dolore passato, un terremoto di piume fradicie, ali incastrate, becchi tagliati, zampe spezzate. Calma !, calma...., riprendi il respiro, ti sforzi di pensare ad altro, guardi in alto, una piccola rondine passa velocemente in piccoli cerchi, si avvicina, sente il buio della vita che trasmetti e in un battito frenetico scappa via. Ansimi, la frequenza sale, il tremore delle mani non accenna a smettere, le osservi, non riesci a dare un freno ai singhiozzi, stringi le labbra in un ultimo morso di coraggio e poi urlando con l'ultimo fiato che hai in gola chiedi scusa, scusa, scusa. Squarciando il tuo petto cerchi di respirare, abbassi gli occhi, serri i pugni e violenti le tue gambe che non sentono l'impulso a muoversi, poi, ti concentri sul bosco circostante, si, hai una via di fuga, ormai sordo dai lamenti ti tendi come una molla e scompari, scappi via.....stacchi le mani. Chiudete gli occhi. Capannoni nascosti, lager impenetrabili che si aprono e si chiudono solo per fare caricare e scaricare migliaia di vittime, la loro unica colpa essere degli oggetti, delle cose, della carta straccia. Vittime costrette a sopravvivere ammassate senza aria, ferite, umiliate e torturate per ingrassare individui feroci e accontentare la gola di altri. Migliaia di piccoli esseri privati non solo della libertà, della vita, della loro natura ma insultati anche da morti, scherniti, presi a calci. L'olocausto dura mesi, anni, poi si ferma, viene fermato, nessuna dittatura è eterna. Adesso, aprite gli occhi. L'erba ha acquistato un verde brillante, spacca il cemento creando fessure sempre più larghe. Decine di animali: colombi, capre, pecore, mucche, galline, maiali, cinghiali e altri fino a poco tempo prima segregati respirano spensierati tra i corridoi dei lager, inconsapevoli del dramma che quelle pareti hanno testimoniato, ma portatori loro stessi di altri drammi, altri lager. Timidi si affacciano alla piana e dopo un ultimo sguardo fugace si lasciano trasportare dall'aria profumata di una nuova primavera. Un piccolo laghetto traspira umidità, le sue acque un tempo marce di morte sono finalmente limpide, placate. Piccoli alberi da frutto riposano all'ombra di colline liberate, una leggera sinfonia di saltelli accompagnano un torrente simbolo di una rinascita. Spalancate gli occhi. Questo non è un sogno, una fiaba per costringerci a vivere di fianco alla sofferenza, per non pensare, o un incubo che ci attanaglia le notti insonne, ma è realtà. Questo angolo di terra, questa valletta strappata alla violenza esiste. La chiamerei “l'isola che non c'è” ma non posso questa isola è palpabile, è presente. Nascosta da una cintura di alberi complici, da profumi delicati di fiori di collina, da rumori familiari, semplici, sereni, finalmente sereni. Abitata da animali umani e da animali non umani, insieme, rispettandosi e imparando da ognuno nuove esperienze. Qui gli animali non vengono acquistati per uno stupido concetto di liberazione, qui vengono strappati dalle morse del sistema. Ormai e' mattina devo partire, un ultimo sguardo alla piana, ai suoi colori e poi mi volto, respiro profondamente, le sensazioni di comprensione qui hanno un senso. Mi allontano, non mi accorgo che qualcuna mi sta osservando, tranquilla, le ferite ormai rimarginate da tanto tempo, una forza di tale portata che intimidisce, una testimone diretta dell'ecatombe, l'ultima sopravvissuta all'infinita, assurda giostra del dolore. Poi una sensazione, mi volto e la vedo, riesco a salutarla, ora riesco a sorridere, ora riesco a respirare... <Ciao Giorgina, ciao piccola> All'orizzonte si staglia una piccola nuvola, sembra quasi abbia la forma di un cuore, chissà mi dico, forse anche le nuvole vogliono chiederti scusa... Olmo 25 febbraio 2016

LiBeRi E SeLvAgGi

Vi regaliamo il video di un avvistamento avvenuto qui nel nostro frutteto.
Un giovane capriolino che esplora la vita, corre come il vento e ha qualcosa di molto importante che pochi riescono ad avere :
la Libertà.
Buona Visone!

Un Video Lungo 2 Anni (e oltre)

Volevamo fare un breve video che riassumesse quello che è cambiato e quello che è successo da quando è iniziata la nostra avventura.
Abbiamo iniziato con qualche fotina e poi "no metti anche questa", "nooo questa ci deve essere", "aspetta ne ho fatte ora di nuove bellissime" e insomma alla fin fine ci siamo ritrovati con un film di un'ora e rotti.
Abbiamo provato ad accorciarlo in qualsiasi modo ma ogni pezzetto che si provava a levare sembrava così significante da dover restare e ci dispiaceva.
Sappiamo benissimo che NESSUNO (genitori a parte) avrà mai la forza di guardarlo tutto, perchè troppo lungo però ogni cosa, ogni istante, ogni fotogramma di questo video è un pezzo importante di storia, della nostra storia perlomeno e di quella di tutt* coloro che dall'inizio ci aiutano e supportano.
Se è troppo lungo per voi, mettetelo in pausa e guardatelo "a puntate".
Se la musica non vi piace, guardatelo con il mute.
Se non ve ne frega nulla, non guardatelo...

Regalo di un fratello per Scilla

Scilla è arrivato ad Agri!!

Buio.

Freddo.

Non respiro, mi manca l'aria, aiuto!

Vicino a me centinaia di fratelli, sorelle che piangono, urlano, si schiacciano fra di loro, perche?

[ I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK ] L’ISOLA CHE C’E’ – AGRIPUNK

Ricordi del 15 gennaio 2016....

L’ISOLA CHE C’E’ – AGRIPUNK

https://cristinapolzonetti.wordpress.com/2016/01/15/lisola-che-ce-agripunk/



Il terzo ricordo de I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK è l'articolo di Maria Cristina Polzonetti!! grazie a Cristina per averci ancora una volta considerato per quello che siamo. Degli infallibili antilì antilà.

[ I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK ] Il torello Scilla è sano e salvo e noi siamo nell’Antropocene

Ricordi del 28 ottobre 2016....

Il torello Scilla è sano e salvo e noi siamo nell’Antropocene

http://www.paginevegan.it/il-torello-scilla-e-sano-e-salvo-e-noi-siamo-nellantropocene/


Il secondo ricordo de I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK è l'articolo di Pagine Vegan della liberazione di SCILLA DALLE CATENE CON L'ARRIVO AL RIFUGIO!! grazie a
Ilaria Beretta di Pagine Vegan, l'articolo ci ha colpito tantissimo.

[ I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK ] LIBERIAMOCI! 25 APRILE MONTEVARCHI

Ricordi del 25 aprile 2016....






Il primo ricordo de I RICORDI DI NATALE 2016™ DI AGRIPUNK è l'audio della conferenza LIBERIAMOCI! di Desirée e David, presentava Camilla Lattanzi di Restiamo Animali, Montevarchi 25 Aprile 2016.

In memoria di Manny, e di tutti gli altri, di Polzy Lady

Condividiamo e pubblichiamo questo articolo di Maria Cristina, perchè Scilla è un'anomalia.
Scilla è l'eccezione che conferma la regola. Scilla è un caso quasi unico.
Ma tanti, tantissimi altri suoi fratelli, non hanno avuto la sua fortuna.
Ultimo in ordine di tempo, Manny in Australia che è fuggito da una livestock carrier per tentare di sopravvivere, ma che ha trovato solamente la morte in anticipo.
Per Manny e tutti gli altri, che resistono ma che il sistema richiama a se.

Dove che sia, fuori dal mondo. Per una pratica antispecista. di Barbara Balsamo

Riportiamo, con immenso piacere, l'articolo scritto da Barbara Balsamo e pubblicato sul sito di Vitadacani che è stato anche oggetto della conferenza di Barbara al MiVeg 2016.
In questo articolo si parla anche di "riconversioni" di allevamenti in altre attività e di come nel nostro paese non esistano finanziamenti o piani che aiutino chi volesse tentare questa riconversione.
E noi purtroppo lo sappiamo bene visto che il nostro progetto era stato presentato anche in Regione ma non rientrava del tutto nella PAC perchè gli animali che abitano qui non sono a scopo di lucro, non rientrava nei finanziamenti per il randagismo perchè gli stessi animali non sono "da compagnia", non rientrava nel PSR perchè non è prevista la coltivazione selvatica e spontanea... insomma c'è la necessità di spingere questi progetti "alternativi" non solo per gli allevatori che volessero convertire l'attività, ma soprattutto per tutte quelle persone che potrebbero occupare ed usufruire degli allevamenti vuoti per trasformarli in posti di riscatto vero e proprio trasformandoli in presidi politici, dove ogni azione è finalizzata ad una piccola o grande rivoluzione.
Inoltre questo scritto offre moltissimi spunti di riflessione e di confronto per questo ne riteniamo importante la lettura e la condivisione.
Mandano un forte abbraccio a Barbara ed a Sara (ed a Vitadacani tutta, belve comprese), vi lasciamo alla lettura.

“A me sembra sempre che starei bene là dove non sono, e questa questione del traslocare è una di quelle che sto continuamente a dibattere con la mia anima”
Dove che sia, fuori dal mondo. C. Baudelaire

NoDAPL Solidarity: come sostenere la resistenza contro il Dakota Access Pipeline

"Il primo aprile 2016, sulle rive del Missouri, viene fondato il “Campo delle Pietre Sacre” (Camp of the Sacred Stones) un presidio permanente a difesa di Standing Rock, riserva dove vive la tribù dei Sioux Lakota, una terra minacciata dalla costruzione del Dakota Access Pipeline.
Il progetto, la cui realizzazione è prevista entro il primo gennaio del 2017, prevede la costruzione di un oleodotto di 1100 miglia per il trasporto di petrolio e gas estratti attraverso il fracking, la tecnica di fratturazione idraulica orizzontale della roccia che ha già causato diversi terremoti sopratutto in Oklahoma."
Continua la lettura sul blog di Earth Riot

NOVITA’ DAL BLOG DI RESISTENZA ANIMALE

NOVITA’ DAL BLOG DI RESISTENZA ANIMALE
-Verona: Due tori evadono da un allevamento
-Fano: cavallo in fuga sulla superstrada
-Bari: un cavallo "bizzarro"...

Nonostante tutto, nulla cambia

Vedendo l'aumento dei prodotti vegan nei supermercati, l'aumento delle attività vegan, l'aumento delle iniziative vegan, l'aumento statistico della popolazione vegan (1% della popolazione), l'aumento della sensibilità nei confronti dell'argomento da parte di mass e social media si potrebbe pensare che davvero qualcosa si sta muovendo, che davvero qualcosa stia cambiando.
Noi stessi spesso ci alletiamo riguardando l'ex allevamento vuoto, anche se poi la realtà ogni giorno ci travolge con tranvate sui denti che ti portano davvero a chiedere: ma tutti sti vegani, dove sono?
Ci sono, ci sono!
C'è chi lo è per etica, chi lo è per salute, chi per entrambe le motivazioni.
C'è chi è vegano, chi è antispecista...

#FreeScillaNow

AGGIORNAMENTO FINALE: SCILLA E' A CASA!
Il 27 ottobre, finalmente, Scilla ci raggiunge!
Il suo arrivo QUI

Sono passati quasi 4 mesi... ora basta!
Tweetstorm su Fb e su Twitter: ‪#‎FreeScillaNow‬
Mail DA INVIARE A:
passanna@unime.it; mpanzera@unime.it; sezionestudipm@comune.messina.it; comando.messina@vigilfuoco.it; so.messina@vigilfuoco.it; cronacamessina@gazzettadelsud.it; protocollogenerale@comune.messina.it; info@tempostretto.it; renato.accorinti@comune.messina.it; veterinario.dipartimento@asp.messina.it
Da scrivere anche messaggio su Fb su pagine Verdebenecomune, Renato Accorinti, Università di Messina, Gazzetta del sud e a chi volete e pensate possa interessare
Testo:
Buongiorno,
scriviamo questa mail per chiedere ancora una volta, per l'ennesima volta che Scilla, il vitello dello stretto di Messina, sia liberato e che sia autorizzato il suo trasferimento presso il rifugio Agripunk che si trova ad Ambra (Ar).
Inviamo questa mail anche a chi ha provveduto fisicamente al suo recupero e a chi direttamente o indirettamente può avere a cuore la sorte di Scilla.
Chiediamo che il commandante dei Vigili del fuoco Paolo Costantino e che il comandante della Polizia Municipale Biagio Santagati si uniscano al nostro appello.
Voi lo avete salvato e ci piace credere che in qualche modo ci tenete a lui.
Da quando lo avete salvato dalle acque, 4 mesi fa, tutto sembra sia stato fatto per farlo finalmente partire con destinazione Toscana, dove si trova il rifugio, ma ora siamo ad un punto di stallo.
Non si capisce il perchè non venga lasciato andare non essendoci, secondo tutti i coinvolti, nessun altro ostacolo alla sua salvezza.
Chiediamo alla Prof. Annamaria Passantino direttore sanitario dell'Università di Messina e al prof. Michele Panzera, ordinario di etologia veterinaria e benessere animale di unirsi anche loro al nostro appello.
Non pensate anche voi che Scilla a questo punto ne abbia passate anche troppe?
Non pensate anche voi che sia il momento di dargli finalmente l'opportunità che si è conquistato di vivere una vita serena?
Chiediamo alle redazioni dei giornali che avevano raccontato la sua storia, di parlare ancora di lui, di fare presente all'opinione pubblica che a distanza di 4 mesi tutto sarebbe pronto per dargli di una nuova vita, ma che ancora non gli viene concessa.
Chiediamo ancora, di nuovo, al sig. Sindaco Renato Accorinti e all'assessore Daniele Ialacqua di imporsi e di dare fine a questa storia nell'unica maniera in cui deve finire.
Chiediamo al dipartimento di sanità veterinaria dell'Asp di Messina la stessa cosa...lasciatelo andare, lasciategli raggiungere la sua nuova casa.
Ve lo chiediamo per favore.
Per chi non ricorda di chi stiamo parlando, articolo del 8-4-2016

news e articoli di inizio settembre

Ciao a tutt*!!!
Siamo assenti dalla rete perchè impegnati tantissimo a fare un sacco di cose!
L'estate è finita, tutti si svegliano dal torpore delle vacanze e anche noi ,che in verità in vacanza non ci siamo nemmeno stati, riprendiamo alla grande con tutte le nostre incombenze.

Tweet Storm #sostieniAgripunk

Uno dei nostri più grandi amici e sostenitore ha dato alla luce questo blog: www.sostieniagripunk.blogspot.it il quale scopo è scatenare una tempesta di tweet ad associazioni, organi di stampa e altre realtà per far conoscere il nostro progetto e per aiutarci a trovare i finanziatori/sostenitori che mancano per rendere realtà questo sogno.
Grazie a Good Bear, grazie a chi ci appoggia, grazie a chi ci aiuta.