mercoledì 4 maggio 2016

Orto antico 2016

Una cosa spesso viene dimenticata quando si parla di "liberazione animale" ossia ci si scorda dell'ambiente nel quale poi un giorno gli animali liberati dallo sfruttamento e dalla caccia dovranno vivere, da qui l'esigenza di una liberazione totale ossia per gli animali umani e non e per la terra.
E', crediamo, scontato che gli animali non possano colonizzare le città se non altro perchè le città non sono luoghi adatti per vivere nemmeno per noi, figuriamoci per i nostri compagni.
Non possiamo concepire una vita e una convivenza tra specie in mezzo a grattacieli e metropolitane.
Possiamo concepirla solo con un ritorno sulla terra per tutti e ritornando alla semplicità.
Per questo anche amiamo questo posto, perchè gli animali di ogni specie possono avere lo spazio che vogliono decidendo se condividere le giornate oppure no ,alimentandosi nella maniera più varia e naturale possibile e rendendo ancora più fertile questa terra con i loro "bisognini" o con qualche lavoretto di ripulitura (essendo stati gli allevatori negli anni dei bei sudici senza nessun rispetto per il bosco).


Un ambiente risanato e rinselvatichito offre molteplici frutti a chiunque li voglia cogliere nel rispetto degl* altr* convivent* e nel rispetto di questa stessa terra che tanto ci offre.
Questo è il concetto che sta alla base del nostro progetto Orto antico, partito con un misero orticello selvaggio sperimentale e arrivato ora al suo 3 anno con 2 orti selvatici, numerosi semi raccolti, numerose specie di piante in riproduzione, il ripristino dei frutteti esistenti e piantumazione di nuovi alberi da frutta e non senza alcun tipo di trattamento, nemmeno quelli concessi dal "biologico".
Abbiamo anche riprodotto alcune piante ed alberini da diffondere a chi volesse adottarli.
Un progetto importante per 3 motivi:
- il raggiungimento auspicabile di una autosufficienza alimentare si spera entro breve,
- la diffusione e la reintroduzione di specie autoctone ora scomparse o in pericolo,
- la necessità di rivendicare una nuova agri-cultura basata sul recupero della biodiversità e della spontaneità riducendo al minimo l'impatto della coltivazione.
Tutto questo senza trascurare i primi abitanti di questi boschi: i selvatici.
Abbiamo osservato come l'introduzione di "animali da reddito" allo stato brado, non ha scalfito le abitudini dei numerosi "animali selvatici" che abitavano qui prima di noi, tra mille difficoltà tra l'altro essendo prima una zona di caccia molto frequentata.
Da quando abbiamo respinto le battute nei 26 ettari del podere, gli animali che prima vivevano nel terrore, ora convivono beatamente tra di loro e insieme ai nuovi inquilini che via via popolano il pascolo.
Troviamo allora vari uccellini che gironzolano nel pascolo a mangiare insettini, caprioli che sentendosi al sicuro si fanno vedere a pascolare con le mucche al tramonto, cinghiali che la sera tornano a coltivare il loro campo di cardo mariano, ben 2 famiglie di poiane si sono stabilite qui senza attaccare piccioni o polli, i soliti storni e rondini che puntuali ogni anno tornano a nidificare e il lago pullula di nuova vita: rospi, rane, serpenti, pesci, germani, aironi, istrici e fagiani.
E numerosi insetti quali farfalle, coleotteri vari, coccinelle e abbiamo addirittura avvistato un tritone nel torrente!
Tutto questo per capire che una convivenza è possibile, riducendo l'intervento umano al minimo indispensabile e ritornando tutt* ad una vita più selvatica.
Questo è un piccolo esempio di come dovrebbe essere.
Animali umani e non, terra e acqua, aria e frutti... non può esistere una sola lotta.
Il mondo civilizzato ci vuole tutt* schiavi e malati, non diamogliela vinta.
Frutteto nel pascolo in fiore

Orto n°1: strutture per lamponi, piselli e fagioli giganti


Frutteto dietro le stalle in fiore

Peschi, susini, ciliegi e mucche


Gemma di nocciolo

Ciliegio a pon-pon

Amichetto del pascolo

Ciliegio

Pioppo allo stagno

Frutteto e pecori

Pesco

Ciliegi


Torrente

Ci proviamo anche con la fitodepurazione del lago

Amica della sera

Amica del mattino

Il frutteto, oltre a donare a tutte le belve buoni frutti, da anche riparo nelle ore di sole.

Maria la guardiana

Fenice contempla il suo bosco

Fico e noccioli dei polli

Noce liberato

Biancospino

Frutteto

Amico del lago

Fave nere per i piccioni

Orto n°2

Fragolaia

Acacia in fiore

Erba cipollina

Ciliegio di Giorgina

Ciclantera pedata

Vite

Grano (nato spontaneamente grazie a Tormenta e Tempesta)

Farinello ed amaranto

Saranno ciliegie

Saranno pesche

Saranno nocino

Fagioli giganti e monarda (tè di Oswego)

Piselli

Patate (spontanee)

Rosmarino e salvia

Ribes rosso, mirtillo e ribes nigrum

Mirtillo e uva spina bianca

Mirtillo e uva spina rossa

Ribes nigrum

Zucchine e porri

Patate rosse

Timo e melissa

Equiseto, menta, fragole e giaggiolo

Saranno pere


cacca di mucca+pioggia+sole= mezzo kilo di funghi


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