mercoledì 24 agosto 2016

La china scivolosa della compassione e del voler mangiare carne a tutti i costi

Vogliamo condividere con voi un appello che abbiamo sottoscritto e che, da quando è stato pubblicato, ci ha illuminati su una realtà che all'epoca si conosceva forse poco, ma che ora grazie
anche alla portata mediatica dell'argomento "allevamenti intensivi" è prepotentemente tornata alla ribalta.

Subito vi riproponiamo l'appello che potete trovare nel blog di Bio-violenza, al mattatoio sani e felici.

CIWF - La china scivolosa della compassione: appello per una presa di posizione contro le campagne pseudo-animaliste....


CIWF: Compassion in World Farming?

Care attiviste, cari attivisti per la liberazione animale,
crediamo sia giunto il momento di fare chiarezza su iniziative pseudoanimaliste che spesso si propagano in rete e creano confusione in chi non è abbastanza attento al significato delle parole o non ha ancora le idee precise su quali siano le richieste del movimento per la liberazione animale.
Pensiamo che, visto il dilagare del fenomeno, i movimenti animalista e antispecista dovrebbero prendere posizione riguardo a certo welfarismo che si spaccia per animalismo e annacqua, diluisce e di fatto inquina il nostro messaggio.
Iniziative come la recente raccolta di 250.000 firme in Europa per rendere l'allevamento dei Maiali più "etico", senza la benché minima contrarietà all'allevamento in sé, rischiano di fare danno alle istanze di liberazione animale, senza peraltro determinare alcun cambiamento della drammatica situazione in cui versano gli animali.
Chiediamo ai gruppi ed alle associazioni animaliste/antispeciste di prendere una posizione chiara raccogliendo il seguente appello.

Progetto Bio-Violenza

Campagne per gli Animali


Su questo argomento cioè su CIWF e sulla carne felice, benessere animale ecc. sentiamo l'esigenza di esprimere due paroline anche noi.



Quante volte, ai tavoli informativi o anche solo a cena da amici, ad un certo punto quando si parla di noi che siam vegani e del perchè lo siamo, spunta inesorabile come la morte l'obbiezione: "eh ma il problema sono gli allevamenti intensivi! Se si allevasse come i contadini di una volta allora andrebbe bene, i polli allevati all'aperto stanno meglio di noi e muoiono dopo aver fatto una bella vita!"

Si, certo, senza ombra di dubbio un pollo in un pollaio con pratino vive, di norma, meglio di un broiler in un capannone...certo... però ci dimentichiamo del nodo cruciale che sta alla base di tutto quello che facciamo ossia appunto, il pollo in qualunque modo compassionevole venga allevato e viva, poi inevitabilmente muore.

Ora siamo d'accordo anche sul fatto che comunque un pollo prima o poi muore di vecchiaia, malattia o preso da una faina però queste cause di morte sono imputabili al naturale andamento delle cose.

Allevare un pollo, per quanto bene venga allevato, per mangiarne la carne presuppone che comunque venga posta fine alla sua vita prematuramente tramite tradizionale "tirata di collo" quindi cambiando modus operandi, il malfatto rimane.

Il convincere le persone che la carne da animali allevati in maniera biologica e rispettosa è sana, fa bene e non sporca più di tanto la coscienza e l'ambiente spinge sempre di più un nuovo mercato, abbassando si il mercato degli allevamenti intensivi ma aumentando inesorabilmente il mercato alla Slow food.

Sul sito di CIWF si nota come l'intera associazione sia impegnata in prima linea primo per apparire come un'associazione eco-animalista, secondo per spingere questo tipo di mercato della carne "etica" con campagne tematiche molto ben studiate ed accurate.

Degna di nota è la sezione NON NEL MIO PIATTO.

Questo è uno slogan usato da molto tempo dalle-dagli attiviste-attivisti.

"Non nel mio piatto" è sempre stato usato nel senso di "nessun animale, nessun cadavere, nessun derivato di sfruttamento deve finire nel mio piatto per soddisfare il mio palato" ossia, nessuno deve morire o soffrire per una mia soddisfazione meramente egoistica.

Qui invece il suo significato viene stravolto e diventa questo:

"non nel mio piatto della carne di merda derivante da animali di merda che hanno vissuto una vita di merda perchè sennò mi sporco la coscienza e magari pure mi ammalo di tumore"

Complice in tutto questo l'allarme lanciato dall'OMS sulla pericolosità di certi tipi di carne e complice il discorso "antibiotico-resistenza", problema nei pensieri della Comunità Europea da un pò di tempo, esistendo dal 2011 un sito dedicato alla questione ed essendo l'EFSA dedita allo studio della questione già da un pò.

Avevamo già trattato quell'allarme in questo articolo pensando però erroneamente che fosse una manovra per alzare un tipo di mercato specifico cioè quello avicolo.

Invece avevamo una pagliuzza nell'occhio e non vedevamo la trave nell'altro e ce ne siamo accorti a poco a poco, studiando alcune cose, ragionando su alcuni fatti e collegando alcune informazioni...

Avevamo quasi ragione, perchè la polemica si era creata si ad hoc per spingere un tipo di mercato, ma non avevamo ancora capito qual'era il vero tipo di mercato da spingere ossia, quello degli allevamenti etici, compassionevoli ovvero compassion in world farming.

Ci fece saltare la pulce all'orecchio un discorso del tizio di Slow Food ad ottobre del 2015, giusto giusto alla fine di Expo 2015 facendo quindi riflettere e capire molto di cosa hanno confabulato durante quei mesi passati in quegli orribili padiglioni.

"Non per nulla molte organizzazioni nel mondo, tra cui Slow Food, teorizzano da anni che la diminuzione dei consumi di carne è una strada obbligata, non solo per la salute umana ma anche per quella delle risorse naturali che per la sua produzione vengono utilizzate (o meglio sovrautilizzate). E questo va a braccetto con la qualità della carne che finisce sulle nostre tavole. Qualità in termini di sicurezza e qualità in termini di impatto ambientale." dice Carlo Petrini fondatore di Slow food, mettendo tra l'altro un link, che riportiamo papale papale, a questa frase che conferma in parte le nostre teorie iniziali di cui sopra.

Il discorso completo lo potete leggere QUI.

Si lo sappiamo, vi stiamo facendo aprire un sacco di pagine, ma ci teniamo a farvi vedere che quello che diciamo non ce lo stiamo inventando ma che stiamo invece riportando solamente quello che dicono "loro", noi ci siamo limitati solo a fare un pò di collegamenti.

Quindi, ricapitolando per non creare panico, confusione e scompiglio...

CIWF, EXPO2015, SLOW FOOD, il greenwashing di moltissime aziende (che dà da pensare ad una svendita di cartuccie per la stampa verdi più che ad un serio impegno di migliorare) che portano diritti diritti ad un concetto inequivocabile:

"mangiare carne non fa male, fa male mangiarne troppa e di qualità scadente, quindi diamo nuovi finanziamenti agli allevatori, facciamogli fare prodotti di qualità, facciamogli ridurre le emissioni e vedrete che mangiare carne non sarà più pericoloso o insostenibile".

Poi c'è chi lo stesso concetto lo chiama in maniera molto riduttiva "politica dei piccoli passi" non capendo che i piccoli passi non possono funzionare visto che "loro" stanno facendo passi da gigante.

Cercando cercando, giusto a conferma di ciò che si è detto, abbiamo trovato questo: Grass fed Italia,
Carni sostenibili, Slow food, CIWF Settore alimentare, Allevamento etico.

Andate a farvi un giro sui loro siti....

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