martedì 3 gennaio 2017

Regalo di un fratello per Scilla

Scilla è arrivato ad Agri!!

Buio.

Freddo.

Non respiro, mi manca l'aria, aiuto!

Vicino a me centinaia di fratelli, sorelle che piangono, urlano, si schiacciano fra di loro, perche?

Perchè rinchiusi al buio, incatenati, percossi, umiliati, perche?
Devo respirare, sono giovane non voglio morire.
Alcuni compagni cercano di fare scudo ai più deboli, prendono le bastonate al posto loro, non si piegano, dove la trovano la forza, loro stessi imprigionati senza colpa.
Nel buio più totale il sangue, l'odore del sangue è insopportabile.
Mi giro e cerco di abituare gli occhi all'oscurità... ecco!
Un barlume di luce.
Devo farmi forza, devo avvicinarmi a quella luce a quell'ossigeno, a quell'ultimo ossigeno.
<Dove vai piccolo? Resta qui, non ti muovere>
<No, devo andare amica, devo andare, almeno provarci>.
Cerco di attraversare quel corridoio infinito di corpi, scavalco il dolore, la rassegnazione alla violenza, metro dopo metro.
Ora sono vicino, la luce penetra nella mia carne, sento l'aria, pulita, sa di sale.
Un uomo scende le scale e apre un cancello per depositare dei secchi, si volta, va via.
Ha lasciato il cancello aperto!
Forza vai
<Fermati! Se ti vedono ti uccidono!>
<E allora! Tanto fra poco ci ammazzano tutti, scusa, vi voglio bene ma devo andare>.
Salgo faticosamente le scale e a un tratto sono all'aperto.
Davanti a me un oceano di acqua, mamma mia che paura e ora?
<C'è un vitello che è uscito da sotto la stiva! forza prendiamolo, tu gira di fianco io vado a prendere la catena, dai che se no spacca su tutto>.
Vedo degli uomini che corrono verso di me, e ora?
Gli uomini si avvicinano, hanno la bava alla bocca, sono arrabbiati, ormai pochi metri.
Poi tutto cambia.
<Ohh! Accorrete, un vitello si è gettato nel mare, mai vista una cosa simile, avete visto che tuffo? cosa facciamo?>
Il comandante sorridendo sarcastico sibila
<Ma che ve ne frega, tanto ne abbiamo a centinaia lì sotto, se l'è cercata, creperà affogato, mi senti? Coglione che non sei altro! Buona morte>.
L'acqua è fredda, faccio fatica a nuotare ma sono giovane, non devo cedere.
Non avevo mai visto tanta acqua, non so dove andare, mi sento stanco ma devo allontanarmi al più presto, morirò ma morirò libero.
Ore a nuotare nella corrente gelida, in mare aperto, l'acqua che penetra nelle narici, in bocca, il sale che brucia sulle ferite ma devo nuotare, devo allontanarmi.
Sento un rumore che cos'è? noo! una barca, mi hanno trovato.
Uomini mi legano, mi trascinano, rumore di motori e poi la costa.
Non riesco a camminare, sono distrutto, lasciatemi qua, mi gira la testa.
Un rumore sordo, il giovane crolla sull'asfalto del molo, sfinito.
Albe e tramonti si susseguono.
Perchè non mi uccidono?
Ormai sono mesi che mi tengono qui.
Ogni tanto vedo degli umani che si avvicinano, non mi colpiscono con il bastone, mi piace questa cosa, ma chi sono?
Ore, giorni, mesi e poi qualcosa cambia.
Oggi vedo dei gran preparativi, non capisco cosa succede, ma intuisco che vogliano portarmi da qualche parte.
Rumore di strada, l'aria entra dall'alto, un'aria fresca chissà dove mi portano, ho paura.
Poi il motore si ferma, sento chiaccherare fuori, si apre il portone e vedo degli umani che mi guardano.
Scendo e ho l'impressione che non sia in pericolo, comunque aspetto per sicurezza, male che vada corro.
Qualcuno si avvicina, una carezza, un sorriso, mamma mia che bello!
Non avevo mai sentito una carezza, ma chi siete?
Perchè voi non mi picchiate?
Mi addormento, esausto.
La mattina dopo è diversa dalle altre, da tutte le altre.
Sento un profumo di erba bagnata, sento allegria, sento tranquillità.
Vedo che ci sono altri miei fratelli e sorelle che stanno bene, ma dove sono?
Vi prego non prendetemi in giro, ditemi dove sono?
Una carezza mi calma e poi un'altra, mi piacciono le carezze.
Vedo delle lacrime scendere da chi mi sta vicino, occhi belli, profondi, come i miei.
Guardo queste persone che mi parlano sottovoce, mi parlano d'amore, mi trasmettono pace, finalmente pace e piango anch'io.
Piango tutte le lacrime che ho trattenuto in mare, le lacrime dei miei fratelli e delle mie sorelle. Ancora devo capire dove sono, ma una cosa l'ho capita, qui sono in salvo, potrò crescere, giocare, vivere...
Scilla è salvo.
Salvato da esseri umani che guardano l'orizzonte con occhi puliti.
Il rispetto e la determinazione alle volte, alcune volte hanno la forza di attraversare oceani e volare sopra colline liberate.
Grazie ragazz*, grazie.
Olmo

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